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Bisognerebbe saggiamente essere pazzi per scoprire le logiche stravaganti. L’unico
modo per penetrare nelle profondità dei misteri nascosti e i fatti insoluti è quello di avere la curiosità di scrutare, caparbiamente e con raziocinio, le cose ritenute paradossali.
Nessuna grande scoperta della storia è venuta a galla senza questa pazzia.
Vi sono giorni, a volte mesi, a volte anni dove il torpore costretto dissolve ogni armonia del mondo fisico.
Non vi sono più parole da dire,
nè passi da fare, nè risate nutrite.
Non esiste il sole, la pioggia,
non esistono date, festività.
Eppure, tutto diventa così bello ed essenziale, nel mondo mentale.
All’inizio, nell’apparente silenzio, sorge come un accordo poco intonato,
un confuso rimbombo, dove nulla è al proprio posto,
in seguito, si trasforma in un suono di cui non potrai più farne a meno.
Basta tendere bene l’orecchio per cominciare ad udire un curioso parlottare,
un lieve guizzare di strambe vocette sommesse e scombinate:
diletto… mura… vapore… amore… biasimo… piacere… disordine…
bellezza… resa… paura… viltà…remissione… acqua… affinità…
dolore…desiderio… negazioni... armistizio… resa… ira… vele…
vocaboli chiari e contrari tra i quali, ogni essere potrebbe legare generosamente la propria esistenza agli immutabili doni e schiaffi della sorte.
E’ come se un riverbero lucente, un fitto sciame di lucciole,
ti scoperchia improvvisamente l’uso dell’arte del saper pensare nel danno propenso al miglioramento.
Sai quello che vorresti dire,
sai quello che vorresti ascoltare,
riesci a piangere, ridere, camminare,
vai oltre il sole e la pioggia, date e festività.
Per di più, se uno rischiara l’occhio ottenebrato dal bagliore filamentoso delle proprie sventure, di certo potrebbe anche avere la fortuna di vedere faccia a faccia la precarietà di tutte le cose come la realtà di uno sfavillo di fiamma.
La probabile rimonta non è uno sciocco errore dei sensi,
è la verità del non perdere tempo,
è senno tanto giudizioso che, apprendendo lo sconquasso, questiona francamente per porre soluzioni.
Il perché accade, e il perché alcuni umani riescono a sentirlo ed altri no,
resterà il solito mistero,
la volontà dell’effettiva analisi di questo e quello,
che per molti appare inutilmente improduttiva alla quotidianità,
un qualcosa inteso come sospensione necessaria dalle confusioni presenti per l’attesa di un miracolo futuro.
Non è affar da nulla afferrare con saggezza i difetti dell’esistenza,
rivoltare il presente e cercare di non pensare solo in funzione del futuro o del mai.
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