Condividi l'articolo Dissonanza: Tornava il giorno come un altro senza un costrutto, un confronto, un corpo, senza una ment ...
Bisognerebbe saggiamente essere pazzi per scoprire le logiche stravaganti. L’unico
modo per penetrare nelle profondità dei misteri nascosti e i fatti insoluti è quello di avere la curiosità di scrutare, caparbiamente e con raziocinio, le cose ritenute paradossali.
Nessuna grande scoperta della storia è venuta a galla senza questa pazzia.
Tornava il giorno come un altro
senza un costrutto, un confronto, un corpo,
senza una mente, una meta, un merito.
Un numero sempre maggiore di giorni
si privavano di tutte le impressioni,
smorzate di voce, di valore, di volere,
disponevano incoerenza,
diffondevano deserto,
una coltissima inesistenza.
Non c’era nulla da trattenere al mattino presto,
nulla da commemorare sul far della sera.
Succede anche di peggio si diceva prima di andare a dormire,
succede anche di meglio si diceva nei sogni,
succede che tutto rimane uguale si diceva penetrando il risveglio.
Tornava il giorno come un altro pieno di senso,
biascicante di stupore, ligio di attenzione,
posseduto e dissetato da emozioni
tratteggiava l’esulto della stranezza del nuovo.
Un numero sempre maggiore di giorni
stivavano tracce che portavano a vie, canali, mari,
una coltissima osservazione esalava armonia,
spandeva l’ordine.
C’era tanto di cui fare proprio al mattino presto,
tanto da rispecchiare sul far della sera.
Non si conserverà diceva prima di andare a dormire,
ricomparirà si diceva nei sogni,
ricorda che tutto va e viene si ammoniva attraversando il risveglio.
Tornava il giorno come un altro,
un numero sempre maggiore di giorni
dove sprofondava nell’uno dimenticando ogni volta dell’altro.
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